

208. La loggia massonica P2.

Da: T. Anselmi, Una testimonianza, in Cinquant'anni di Repubblica
italiana, a cura di G. Neppi Modona, Einaudi, Torino, 1996.

Fra i 962 affiliati alla loggia massonica P2 c'erano: 8 generali
dei Carabinieri, 22 generali dell'Esercito, 5 generali della
Finanza e 4 generali dell'Aeronautica e 8 ammiragli; un centinaio
di uomini politici, fra cui alcuni ministri in carica; 8 direttori
di quotidiani, 7 esponenti di rilievo della radiotelevisione; 6
dirigenti di societ editoriali, 4 editori e alcuni
industriali. Non si trattava dunque di cittadini qualunque, ma dei
vertici del potere. E per quale motivo si erano iscritti alla P2?
Quali erano gli scopi della loggia stessa? E gli affiliati ne
erano al corrente? E Licio Gelli era il cervello
dell'organizzazione segreta o ne era un abile gestore? A questi e
ad altri interrogativi cerc di rispondere la commissione
parlamentare d'inchiesta formatasi dopo la scoperta dei documenti
nella villa di Licio Gelli in provincia di Arezzo. Quella
commissione fu presieduta dal deputato democristiano Tina Anselmi,
che, nel passo qui riportato ricorda le difficolt incontrate
nello svolgimento delle indagini e le conclusioni cui i
parlamentari arrivarono.


Il lavoro svolto dalla commissione d'inchiesta sulla loggia
massonica P2  stato un lavoro di scavo molto difficile e arduo:
siamo partiti, come commissione, avendo in mano soltanto l'elenco
di Castiglion Fibocchi, l'elenco cio che la Guardia di Finanza,
su mandato della procura di Milano, ha rinvenuto nella villa di
Gelli nel corso dell'indagine giudiziaria su Michele Sindona
[finanziere italiano che, grazie a torbidi affari e importanti
appoggi politici, realizz un potente impero finanziario.
Condannato negli Stati Uniti nel 1980 per bancarotta della
Franklin National Bank, venne processato anche in Italia per il
fallimento della Banca privata italiana e per l'omicidio del suo
liquidatore, l'avvocato Giorgio Ambrosoli. Condannato
all'ergastolo nel marzo del 1986, pochi giorni dopo la condanna si
suicid con il veleno nel carcere superprotetto di Voghera].
L'inchiesta sulla P2 parte dunque all'interno dell'inchiesta su
Sindona e, appunto, dal ritrovamento dell'elenco di 962
nominativi. Questo fatto mette in luce due elementi molto
importanti. Innanzi tutto che la composizione di una loggia
massonica con 962 affiliati era del tutto anomala, in quanto le
logge, in genere, sono composte dalle 30 alle 50 persone. Inoltre,
durante i lavori della commissione, nelle audizioni di maestri o
gran maestri, tutti confermarono o avanzarono il sospetto che la
composizione della P2 andasse ben oltre i 962 nominativi trovati.
Suggerivano che, probabilmente, i membri fossero tra i 1500 e i
2000. L'altro elemento che pose degli interrogativi, quando fu
esaminato l'elenco, era la composizione sociale. Emerse subito con
evidenza che non si trattava di una loggia qualsiasi: i 962
nominativi comprendevano 195 alti ufficiali, di cui 8 generali dei
Carabinieri, 8 ammiragli, 22 generali dell'Esercito, 5 generali
della Finanza, 4 generali dell'Aeronautica. La loggia comprendeva
anche un centinaio di politici, di cui alcuni ministri in carica.
Per quanto riguarda il settore dell'informazione, facevano parte
della loggia P2: 8 direttori di quotidiani, 22 giornalisti o
pubblicisti, 7 esponenti di rilievo della radiotelevisione, 6
dirigenti di societ editoriali, 4 editori e alcuni industriali
che poi si scoprir interessati ad assumere un ruolo rilevante nel
mondo dei mass media. Una composizione, dal punto di vista della
qualit, molto significativa. Non c'erano professionisti che non
fossero di rilievo, non c'erano cittadini qualunque. Si trattava
in buona parte dei vertici del potere del paese. Questo
naturalmente sollev un certo allarme in quanti vennero a
conoscenza degli elenchi.
Il trauma provoc immediatamente la crisi del governo Forlani, con
le dimissioni, prima ancora che di tutto il governo, di alcuni
ministri che ne facevano parte e che risultavano nell'elenco degli
affiliati alla P2. Inoltre, la preoccupazione derivata dalla
conoscenza di quegli elenchi costrinse immediatamente il governo
succeduto a quello Forlani (di cui fu presidente per la prima
volta un non democristiano: Giovanni Spadolini) allo scioglimento
della loggia e alla decisione del parlamento di istituire una
commissione di inchiesta, di cui fui nominata presidente. Compito
della commissione era di dare una lettura politica del fenomeno.
Che cosa era stata la P2? Che finalit aveva? Come aveva agito nel
paese? Quali obiettivi si prefiggeva?.
L'impegno di una lettura politica lasciava presagire difficolt
oggettive, disponendo unicamente di quell'elenco; inoltre, essendo
gli iscritti uomini di potere, con incarichi di responsabilit non
indifferenti, di sicuro non avrebbero reso agevole il nostro
lavoro. Infatti non facemmo che raccogliere dinieghi, e ancora
oggi si continua a negare la pericolosit della P2. Anzi, c' una
sconcertante sentenza, dell'ottobre 1984 in cui la Corte,
assolvendo tutti i piduisti, definisce il lavoro della commissione
come frutto di vaneggiamenti. Queste 38 cartelle di conclusioni
della Corte (contro le quali il capo della procura romana ha fatto
ricorso) la dicono lunga sulle sentenze e sulle valutazioni
contraddittorie che ancora oggi, dopo che la commissione ha
fornito al parlamento circa mezzo milione di pagine di documenti,
cercano di vanificare il risultato, dando della commissione un
giudizio totalmente negativo, come di una commissione composta da
visionari, sebbene vi partecipassero uomini come Ruffilli, Bozzi,
Calamandrei, Formica, Mattarella, Occhetto.
E' stata una lettura difficile perch, da ogni parte, si negava
anche ci che era evidente. Un esempio: quando abbiamo proceduto a
interrogare gli affiliati alla P2, che avevano a nostro giudizio
una maggiore consistenza politica, tutti i politici, i vertici
militari, i magistrati, i giornalisti, sulla base delle schede in
possesso della commissione, ma rese note solo dopo
l'interrogatorio, continuarono a negare di essere mai stati
aderenti alla P2, pur avendo la commissione le schede autografe
con le quali gli interrogati chiedevano l'iscrizione alla loggia.
Questa assoluta non collaborazione ha reso molto difficile
individuare tutti quegli elementi che potevano portarci in tempi
pi brevi a dare una valutazione del fenomeno: tanto pi che
l'affiliazione alla P2 dei vertici dei servizi segreti, di tutti i
vertici dei servizi segreti, ha messo spesso la commissione di
fronte a depistaggi costruiti e imbastiti con personaggi mandati
in pedana per rendere impossibile l'accertamento della verit.
Si potrebbe ricordare anche il ruolo della stampa, quella parte
almeno che contava direttori o firme molto prestigiose implicate
in questa vicenda. Solamente qualche giornale e qualche
giornalista, anche poi pagando in prima persona, ha invece svolto
un ruolo molto positivo, quasi di collaborazione con la
commissione.
Abbiamo dovuto inseguire le piste del fenomeno dentro i tanti
pezzi della storia del nostro paese e la ricerca non  ancora
finita, perch di tanto in tanto da inchieste, da processi in
atto, emergono schegge della P2, vengono in evidenza collisioni
anche con altri inquietanti fenomeni, alcune stragi, alcune
vicende nelle quali la mafia collude con la massoneria e in
particolare con la P2.
Inoltre rimangono ancora parzialmente in ombra alcuni aspetti che
rinviano a rapporti internazionali, in quanto nell'elenco degli
iscritti alla P2 sono stati trovati nomi di ammiragli, generali,
uomini di finanza di altri paesi (dell'Argentina, a esempio,
alcuni di questi poi processati e indiziati di gravi
responsabilit in relazione alla storia dei desaparecidos;
dell'Uruguay, paese nel quale Gelli ha grandi possedimenti e
ingenti mezzi finanziari). Va ricordata la difficolt a ottenere
documenti: avevamo cominciato ad acquisirne, ma ci  stato subito
impedito con la motivazione che essendo documenti originari del
Sifar [servizio informazioni delle forze armate, coinvolto in
iniziative ai danni dell'ordinamento democratico, sciolto nel 1966
e sostituito con il SID, servizio informazioni difesa, anch'esso
implicato in azioni destabilizzanti] e avendo il parlamento
italiano ordinato la distruzione di quei fascicoli, il materiale
non distrutto che stavamo recependo attraverso i servizi segreti
non dovevamo vederlo e acquisirlo. Cos quel poco che riuscimmo a
raccogliere risult del tutto inadeguato a offrirci un panorama
esauriente dell'intera vicenda.
Abbiamo parlato pi di poteri alternativi che di poteri
occulti, nel senso che la P2, come si evidenzia dalla relazione
di maggioranza,  un potere parallelo a quello ufficiale, e non
alternativo. Non  concorrenziale, nel senso che la P2 non
disponeva di una sua struttura autonoma, come a esempio la mafia.
La P2 utilizza le strutture esistenti creando al loro interno una
rete di rapporti con gerarchie che sovvertono quelle ufficiali,
lasciando per queste formalmente integre. Sta proprio in questa
specificit la sua pericolosit: si pu ipotizzare una sorta di
golpe dall'interno, non un'aggressione, ma un'occupazione. E
proprio perch si tratta di una occupazione dall'interno delle
strutture dello stato, perch ci sia possibile, occorre
un'assoluta segretezza. E' utile qui richiamare due giuramenti
massonici: esprimono anche un tratto culturale significativo,
oltre che la pericolosit di questa struttura parallela. L'uno
dice: Liberamente, spontaneamente, con pieno e profondo
convincimento dell'animo, con assoluta e irremovibile volont,
alla presenza del Grande Architetto dell'Universo, per l'affetto e
la memoria dei miei pi cari, sul mio onore e sulla mia coscienza,
solennemente giuro di non palesare per qualsiasi motivo i segreti
dell'iniziazione muratoria, di aver sacri l'onore e la vita di
tutti, di soccorrere, confortare e difendere i miei fratelli
nell'Ordine anche a pericolo della mia vita, di non professare
principi che osteggino quelli propugnati dalla libera muratora e
infin, da ora, se avessi la sventura e la vergogna di mancare al
mio giuramento, di sottopormi a tutte le pene che gli Statuti
dell'Ordine minacciano agli spergiuri, all'incessante rimorso
della mia coscienza, al disprezzo e alla esecrazione di tutta
l'umanit.
Questo  il testo del giuramento di affiliazione. L'altro riguarda
la promozione del giuramento del primo grado: Liberamente e
spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell'animo, con
assoluta e irremovibile volont, alla presenza del Grande
Architetto dell'Universo, prometto e giuro di non palesare giammai
i segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno ci che
mi verr svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato
il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo
cadavere e in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa
sparsa al vento per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e
giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi
muratori su tutta la superficie della terra, prometto e giuro di
consacrare tutta la mia esistenza al bene e al progresso della mia
patria, al bene e al progresso di tutta l'umanit, prometto e
giuro di adempiere ed eseguire tutte le leggi, i regolamenti e le
disposizioni tutte nell'Ordine e di portare ossequio e obbedienza
alla suprema autorit e a tutti quanti sono i miei superiori.
Prometto e giuro di conservarmi sempre onesto, solerte e
benemerito cittadino ossequiente alle leggi dello stato, amico
membro della mia famiglia e massone per abbattere sempre il vizio
e propugnare la virt. Prometto e giuro di non attentare all'onore
delle famiglie dei miei fratelli. Finalmente giuro di non
appartenere ad alcuna societ che sia in opposizione con la libera
massoneria, sottoponendomi rispetto alle pene personali pi gravi
e terribili.
Sulla base della lettura di questo giuramento, concludendo i
lavori della commissione, abbiamo chiesto al parlamento di
stabilirne per legge la compatibilit o meno con il giuramento di
fedelt e di servizio allo stato. Il Consiglio superiore della
magistratura ha allora deciso l'incompatibilit del ruolo di
magistrato con l'appartenenza alla massoneria, stante un
giuramento cos vincolante. Come sappiamo, in alcuni momenti anche
delicati della vita del nostro paese i massoni sono stati chiamati
a riunioni nelle quali si stabiliva o si rifiutava l'appoggio
politico in base all'interesse in gioco degli stessi fratelli
massoni. Basti un solo esempio.
Firenze  una delle citt dove la massoneria  pi presente: non
si tratta solo delle logge, la cosiddetta struttura verticale;
accanto a esse ci sono le camere, l'organizzazione orizzontale.
Alle camere appartengono quei massoni che esercitano la stessa
professione: la camera dei giudici, la camera dei primari
ospedalieri, dei magistrati, degli uomini di finanza, eccetera La
struttura sociale ed economica della citt  in gran parte
controllata da questa rete di logge e di camere, che garantisce
nel tempo la continuit di successione all'interno delle
istituzioni, predisponendo la presenza di fratelli massoni l dove
si deve scegliere il magistrato o il primario o il presidente di
una banca, e cos via.
Nel nostro lavoro ci siamo imbattuti in questa rete capillare.
Abbiamo anche chiesto la collaborazione della massoneria
ufficiale, perch ci mettesse a disposizione gli elenchi, quel che
era contenuto negli archivi, cos da accelerare il nostro lavoro
di accertamento e valutazione. Ma la collaborazione in un primo
momento assicurataci dal Gran Maestro Corona, venne ritirata per
evidenti pressioni. Fui costretta a un decreto di sequestro degli
archivi delle due logge massoniche e fu data a me sola la facolt
di leggere tutto lo schedario, con il diritto di portare a
conoscenza della commissione le schede di quei massoni che erano
appartenenti alla P2: e questo con la motivazione che la nostra
commissione non aveva il compito di indagare su tutta la
massoneria.
Appunto: questo sistema di potere, interno alle istituzioni,
esigeva il massimo di segretezza. Emerge una differenza con altri
apparati segreti: mentre la mafia, a esempio, ha una struttura che
in qualche modo fronteggia e sfida lo stato e le istituzioni, e in
qualche caso ha perfino interesse a farsi riconoscere in quanto
tale, quando vuole affermare di essere pi forte dello stato, come
nel caso di omicidi di funzionari, esibiti appunto come
avvertimento della propria potenza; la P2 invece, proprio perch
adotta la tecnica dell'operare all'interno del sistema, implica la
pi assoluta segretezza circa la sua stessa esistenza, e infatti i
massoni a essa appartenenti erano tutti affiliati all'orecchio
del Gran Maestro Gelli. Anche questo  un fatto anomalo nelle
procedure massoniche, perch  in via eccezionale che si pu avere
l'affiliazione all'orecchio, cio che solo il Gran Maestro sa
della tua appartenenza alla loggia e nessun altro, neppure gli
altri fratelli. Tutti gli affiliati alla P2 erano affiliati
all'orecchio del Gran Maestro, quindi non si conoscevano fra
loro e non praticavano neanche quella vita di sodalizio che in
altre logge massoniche si trova.
La prima conclusione da trarre  che, contro queste forme di
occupazione del potere, occorre il massimo di trasparenza del
sistema. E in questa direzione ci si  mossi. Solo per il fatto
che la commissione sia stata istituita e abbia operato
pubblicamente, questo fatto ha convalidato l'esistenza della P2
come sistema di potere alternativo. Nella misura in cui lo
portavamo alla luce - questi sono gli affiliati; queste le
strutture; questa l'occupazione che sta avvenendo - solo per il
fatto di essere riusciti a mettere in evidenza quest'evenienza,
questi elementi, credo che la commissione abbia svolto un ruolo
positivo nella vita del paese, poich ha svelato il ruolo che la
P2 si era assunto di governo politico alternativo del paese e
che la sua stessa presenza dimostrava.
